Gli eterni tentativi...Riassunto di una lotta...

Che cosa bisogna fare per unirsi???                                                                                                              Bene, posso dire che non è facile … vuoi che non ci conosciamo, vuoi la mancanza di fiducia, vuoi la paura di trovarti in cose spiacevoli o ancora discordanti idee su come arrivare a una giustizia, mettiamoci anche gli impegni familiari e lavorativi insieme con quelli economici ma resta che il problema MALASANITA’ nessuno vuole affrontarlo.Il nostro gruppo si è conosciuto tramite articoli di giornali e trasmissioni televisive - sia di livello locale che nazionale – al nostro incontro abbiamo parlato degli eventi che c’erano capitati, arrivando alla conclusione che cambiava il morto ma il trattamento - sia a livello sanitario che giuridico – era uguale.Da allora abbiamo cominciato a mettere in contatto le tante persone che erano state vittime di Malasanità, cui era spiegata l’intenzione di organizzare manifestazioni continue affinché qualcuno facesse qualcosa per noi.I primi mesi il nostro calendario era pieno di cortei e abbiamo cominciato dall’Assessorato alla Sanità di Napoli, dove era chiesto un incontro, spiegando ai vari Assessori il motivo per cui eravamo lì e coinvolgendoli a prendere impegni per poi metterci a conoscenza degli oneri presi, ma tutto è stato vano.Per vari anni abbiamo organizzato delle fiaccolate, faxando l’evento a tutte le segreterie politiche locali.Alle prime c’erano tanti politici che vi prendevano parte e proferivano ai giornalisti presenti che ci avrebbero aiutato, ma dopo … c’era il nulla … ma se ai cortei non vi erano presenti giornalisti, i politici non vi prendevano nemmeno parte.Dopo è stata la volta della Via Crucis, organizzata prima del periodo Pasquale, la cui tappa è stata il Comune di Napoli dove il Sindaco si è fatto negare così che abbiamo proseguito verso la Prefettura dove riuscimmo a strappare una promessa: si sarebbero impegnati per le richieste formulate da una nostra delegazione … ma nemmeno allora abbiamo avuto comunicazioni.Poi proseguimmo  anche sotto il palazzo della Regione per incontrare Bassolino … dove c’è voluto l’intervento dei paramedici presenti con le ambulanze quando, alcuni dimostranti non si sono sentiti bene giacché ci hanno tenuti al sole per ben quattro ore, ma questo non ha smosso nessuno dato che il “BARONE” si è rifiutato di incontrarci, con grande sgomento di giornalisti e agenti della Digos lì presenti.Questo non ci ha scoraggiato.Subito dopo essere andati via, già eravamo in fase organizzativa per un’altra dimostrazione pubblica, al palazzo di giustizia di Napoli, dove abbiamo incontrato il presidente dei giudici che inizialmente ci ha detto di rivolgerci a “Striscia”, o al “Maurizio Costanzo” causando una bruttissima reazione da parte della delegazione che è stata fatta salire.Dopo ci sono stati degli accordi … purtroppo mai portati a termine, perché in seguito a quell’incontro c’è stato l’ennesimo silenzio!!!Abbiamo così cominciato a rivolgerci ai Preti che erano in prima linea impegnati nel sociale, ma anche qui solo silenzio e abbiamo organizzando per due anni un corteo al Cimitero di Napoli il giorno dei Morti.Il primo anno, data la presenza dei giornalisti, il sindaco ha voluto incontrarci, promettendoci il suo aiuto e avrebbe parlato della situazione anche a Bassolino … ma senza grande sorpresa o stupore anche qui ci fu solo il silenzio!L’anno dopo il Cardinale, nell’omelia di rito, fece un appello a tutti i signori delle istituzioni presenti di ascoltarci e aiutarci, venendoci incontro su ciò che chiedevamo … inutile dire quello che ne è venuto dopo: solo un silenzio “TOMBALE”, in  qualsiasi predica le parole dei cardinali  vengono amplificate ma quelle no perché alcune persone che contavano hanno avvicinarono i  giornalisti mentre fotografavano e intervistavano il gruppo cosi sparirono tutti.Era presente anche la rai di Roma a riprendere la nostra manifestazione per mandare il tutto in onda anche quella  fu annullata.Tre giorni dopo siamo stati convocati dal capo e vice capo della Procura, dove abbiamo spiegato i motivi dei cortei e delle varie iniziative, presentando anche dei documenti e dove tre di noi hanno redatto - ognuno per conto proprio - delle denunce di cui non ci è mai pervenuta copia.Dopo le numerosissime raccomandate inviate a Ministeri, Quirinale, Capi Commissione (giusto per citarne alcuni), avvalorando la Casta e la Complicità del potere in Campania, abbiamo deciso di spostare le nostre proteste a Roma e, anche se ci fu detto che non era politica, abbiamo preso parte al girotondo.Qui abbiamo incontrato sindacati e  i tantissimi politici di sinistra cui è stato spiegato che le vittime di Malasanità chiedono giustizia e verità sulle morti dei propri cari … la risposta di rituale è stata: “Vi metteremo in contatto e faremo qualcosa per la vostra giustizia”… risposta???? Nessuna, con grande sorpresa anche qui ci fu il mutismo assoluto!!!!!!Ad essere sinceri, in questo caso, le avvisaglie di un mancato contatto c’erano tutte … siamo arrivati a Roma in treno – prima carrozza – con enormi striscioni e magliette con stampato le foto dei nostri cari e siamo stati avvicinati da numerosi giornalisti, tra cui tv di Stato, che ci hanno ripreso e intervistato per tutto il tempo in cui siamo stati in stazione.Ci era stato comunicato che tutto ciò sarebbe andato in onda su Rai3 in “Primo Piano”, ma purtroppo non è mai avvenuto.Abbiamo preso contatti con innumerevoli Associazioni – locali e nazionali – di cui ancora oggi, a distanza di anni, non ci sono sopraggiunti comunicati e le poche che ci hanno ricontattato avevano come unico scopo il risarcimento danni e non il cambiamento per cui noi tanto stiamo combattendo, al che ci siamo fatti coraggio per manifestare al Quirinale a Roma.In quest’occasione siamo subito stati ricevuti e ascoltati, abbiamo spiegato che tra Sanità e Giustizia c’è complicità per far sì che non ci sia rettitudine per i familiari vittime di Malasanità, mostrando loro i documenti che chiaramente provavano gli abusi, tutto ciò è stato annotato.Dopo i numerosi tentativi di contatto telefonici ci è stato detto che sarebbe stato inviato tutto al Ministero, sia della Sanità sia della Giustizia, ma ciò è stato detto perché li abbiamo minacciati di mettere in atto uno sciopero della fame.Abbiamo cominciato a prendere contatti il Ministero della Sanità, cui sono state inviate diverse raccomandate che non hanno mai ottenuto risposta, fino a che siamo passati ai contatti  telefonici e dopo le risposte iniziali, hanno cominciato a non risponderci più.Siamo passati così ai fax, raccomandate ed e-mail chiedendo un incontro con il Ministro avvisando, circa un mese prima, che ci saremmo presentati per incontrarlo … ma nel giorno stabilito, non si è fatto trovare così abbiamo deciso di non muoverci da Via Ripa fin quando non saremmo stati ricevuti, e dopo varie trattative siamo venuti a un accordo.A tal punto una commissione è stata ricevuta dal Capo Gabinetto e dal vice, dopo aver esaminato un po’ le carte che abbiamo presentato, ci sono stato detto che il Ministro ci avrebbe voluto incontrare e che ci avrebbero messi in contatto.Nel frattempo continuava la nostra ricerca ad Associazioni, politici, giudici o giornalisti che potessero aiutarci, ovviamente legalmente, ad avere una giustizia.Abbiamo partecipato a numerose trasmissioni televisive locali e nazionali e alcune volte erano presenti ospiti che condividevano e che, in seguito, avrebbero voluto sostenere la nostra lotta aiutandoci ma erano solo “bla, bla, bla”.In seguito abbiamo candidato un nostro membro dell’Associazione in una lista elettorale, giacché non ci filava nessuno, abbiamo incamerati  anche  tanti  voti e incontrato un paio di volte il presidente del partito ma poi nulla più.Per farci conoscere abbiamo deciso di mettere un logo, per chi avrebbe voluto avvicinarci e intraprendere la nostra lotta, su face book.Con il passare del tempo abbiamo capito non saremmo mai riusciti ad avere un politico che ci avrebbe affiancati siccome i medici sono tutti politici  o  dei  buoni contenitore di voti, ma purtroppo ci sarebbero stati utile perché in alcuni momenti una loro intercessione è valida quando, per esempio, un  giornale non da spazio a quella notizia o a quella  manifestazione e loro sanno a chi rivolgersi e servono per allestire una manifestazione pubblica, per far sì che non venga ostacolato in  tutti  moti, sia nella fase organizzativa di un corteo che per le  proposte o ancora per aiutarci con la benedetta commissione che riesamini tutti i casi di Malasanità che purtroppo vivono ancora sotto il silenzio omertoso delle istituzioni.Per colmare questo vuoto dovuto al “personaggio”  serve unire tutte le vittime in modo da remare insieme per far sì che si diventi un numero abbastanza alto per essere in grado di fare la voce grossa con giornalisti, istituzioni e politici in questo modo nessuno potrà più nascondersi.Sotto le elezioni,  ci contattato delle associazioni in cui era presente qualche politico, che voleva lottare e cambiare il sistema in modo da migliorare la Sanità, così che ci sono state chieste le storie per cominciare a lavorarci sopra.Ovviamente il tutto veniva inviato in breve tempo e eravamo sempre pronti e a disposizione per qualsiasi cosa, illudendoci che sarebbe stata la volta giusta???Infondo  le  storie  le abbiamo inviate  a  tutti  coloro   che  ce le  chiedevano  in modo da poter affermare  ciò  che  diciamo  e  un  domani  non ci  potranno dire  che  era  un  nostro  pensiero  che   loro  non  ci  avrebbero aiutati.Contemporaneamente stavano realizzando il progetto su Facebook, eravamo pieni di contatti e – avendo propagato un recapito telefonico –ricevemmo  diverse telefonate trovando sempre come luogo comune, qualsiasi fosse la regione, il trattamento che veniva riservato alle vittime.Purtroppo non eravamo in grado di risolvere tutti i problemi (trovandoci nella stessa posizione) ma abbiamo messo a disposizione un avvocato che potesse rispondere a tutti i quesiti e dare consigli su che fronte poter andare avanti, abbiamo passato ai  giornalisti  i  recapiti  di  persone  che  volevano  esternare  le  ingiustizie  subite visto  che  molti  esprimono tanta  rabbia  su  fb, anche se qualcuno si dimostra permaloso quando gli vengono consigliate cose già vissute.Con il tempo dei giornalisti ci hanno riferito che molte persone non erano disposte ad esporsi. Nel  frattempo da parte del Ministero della Sanità non avevano ancora avuto esiti e così abbiamo deciso di uscire dal torpore in cui eravamo caduti e dalla routine delle litigate, fax, e-mail e raccomandate per faci sentire ancora.Abbiamo organizzato un’altra manifestazione, il solito ministro ci fece comunicare che non era disponibile e dopo ore di attesa abbiamo deciso di andare via, ma durante l’intervista, che stavamo tenendo sul portale d’ingresso del ministero, un auto – con dentro il ministro Livia Turco - ci suonò per poter passare.Dopo due giorni, in un intervista televisiva, ha comunicato che lei è sempre disponibile per un confronto con persone che avevano problemi e non si sarebbe mai tirata indietro … che bella faccia tosta!!!!Nello stesso momento ci sono pervenuti, da face book, appelli di tante persone muniti di  - soprattutto – tanta rabbia che erano disposte a scendere in piazza ma, non essendo tanto bravi con quella che è una bella comodità come il computer e fb, abbiamo chiesto i numeri telefonici in modo da poter programmare il meglio possibile il tutto.Ci siamo divisi i compiti: chi avrebbe divulgato l’appuntamento su fb e noi invece avremmo inviato comunicati e ottenuto i permessi.La questura, perché la cosa era organizzata su fb, voleva impedirci di realizzarla  dato che non saremmo stati in grado di stilare un numero preciso di partecipanti e, a loro dire, non potevano garantire per la sicurezza.Fatto sta’ che quella piazza non volevano assegnarcela come non volevano autorizzarci lo spostamento presso il Ministero della Sanità (questo è il motivo per cui hai bisogno dei politici e giornalisti).Frattanto fb andava a mille, alcune radio e tv napoletane resero nota la notizia, ci recammo presso il Ministero della Salute per dare inizio alla manifestazione – con qualche malcontento – ma purtroppo di più non abbiamo potuto.Sono venute delle persone anche da altre regioni che erano tutte lì per chiedere giustizia, grazie anche all’impegno di chi sapeva usare fb, ma purtroppo ci rendemmo anche conto che erano tante le persone che per vari motivi non erano potuti essere presenti, sia per problemi di spostamento che per sfiducia.Le condizioni meteo non ci furono di grande aiuto e abbiamo dovuto far fronte a degli infiltrati ma alla fine fummo più decisi delle altre volte e in serata arrivammo finalmente ad essere ricevuti dal Ministro.Il risultato non è stato quello che speravamo: abbiamo parlato in tutto per una quindicina di minuti, creando solo una gran confusione dato che ognuno parlava dei problemi propri senza essere coalizzati su un unico scopo e di questo se ne sono resi conto anche loro che hanno potuto liquidarci subito.Decidemmo di andare via, sapendo che avevamo sprecato un’ottima occasione, tanto che decido di restare a Roma anche il giorno dopo per incontrare delle persone con le quali, a causa degli infiltrati, abbiamo personalizzato le proposte.Purtroppo, dopo il corteo, a causa della poca fiducia e della diffidenza si levarono chiacchiericci.Dopo siamo stati convocati al Ministero dove ci hanno riferito che alcune delle nostre proposte stanno andando avanti, ma la nostra fatica è un’altra cosa: vogliamo che questa fatidica commissione si prenda in considerazione, ma solo uniti possiamo farcela.Abbiamo deciso di restare vicino alle famiglie che chiedevano aiuto partecipando a fiaccolate, messe e sit-in per coinvolgere le persone e far sì che si uniscano a questa lotta.Purtroppo tutti sono sicuri di arrivare presto alla verità e che il loro modo di agire è diverso dal altro e più efficace e quindi  risolve  prima e alle volte ti senti male e impotente verso certi atteggiamenti non belli come staccare il telefono per non farti arrivare ad un incontro, organizzare  una  manifestazione  stessa  ora  nello  stesso  luogo  cambiando  solo  piazza, oppure  che  il  tuo  gruppo è politico, senza rendersi conto che il gruppo deve essere enorme e non lacerarsi sul nascere.Malauguratamente non vinceremo perché noi siamo i perdenti … bisognerebbe confrontarci e comparare le idee per far in modo di portarle avanti e l’essere disuniti fa solo in modo che gli anni passano senza creare o migliorare nulla.Se qualche volta qualcuno di voi ha mai assistito ad un udienza si è potuto rendere conto di come queste persone nelle sessioni possono fare e dire ciò che vogliono e rafforzarsi a vicenda.Continueremo ad andare avanti, non voltiamo  mai  le  spalle  a  nessuno,  in   tanti  anni  non  l’abbiamo  mai  fatto. Rispettiamo   le  idee di  tutti  e  siamo  pronti  ad aggregarci  con   tutti  coloro  che   hanno  iniziative  concrete provando ancora a coesistere con persone e Associazioni sofferenti che, come noi, lottano con il cuore e vogliono trovare una soluzione per risolvere questo problema.Vogliamo creare un  insieme  di  associazioni,  a  settembre  ci  sarà  un  primo  incontro   con  le   prime   sei associazioni   che  hanno   aderito, ma  siamo   aperti   a tutti   per   confrontarci  e  creare  un calendario con il quale “agire” e affrontare uno per uno i problemi … perché in tanti possiamo farcela.